CABINA ESTETICA IN FARMACIA: COSA BISOGNA SAPERE

La possibilità di esercizio dell’attività di estetica all’interno delle farmacie non rappresenta una novità, in quanto già prevista nell’ambito della Legge 1/90 che reca, al comma 2 dell'art.7 "Le imprese autorizzate ai sensi della legge 11 giugno 1971, n. 426, alla vendita di prodotti cosmetici possono esercitare l'attività di estetista a condizione che si adeguino al regolamento comunale di cui all'articolo 5 e che gli addetti allo svolgimento di tale attività siano in possesso del requisito professionale previsto dall'articolo 3. Per le medesime imprese non sussiste l'obbligo dell'iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane". (segue)
L’art.12 comma 4 bis della Legge n.36/2012 recante «Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo», che recita “A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le disposizioni di cui al comma 2 dell’articolo 10 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,  convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive modificazioni, si applicano anche in caso di esercizio congiunto dell’attività di estetista con altra attività commerciale, a prescindere dal criterio della prevalenza" , risulta dunque complementare, introducendo l’applicazione della norma "Bersani" del 2007 - in base alla quale sono stati soppressi i vincoli in materia di distanze e di chiusura infrasettimanale per le attività di acconciatore e di estetista assoggettandole alla sola DIA (ora SCIA) - anche al caso in cui l'attività di estetista venga esercitata in modo congiunto con altra attività commerciale, prescindendo da ogni criterio di prevalenza.
In sostanza, era già precedentemente previsto che le imprese del settore commerciale autorizzate alla vendita di prodotti cosmetici (profumerie, farmacie, parafarmacie e simili, sia come esercizi di vicinato che come medie o grandi strutture di vendita) potessero esercitare anche l'attività di estetista a condizione di rispettare il regolamento comunale (locali, attrezzature, orari e simili) e che gli addetti allo svolgimento di tale attività fossero in possesso del requisito professionale di legge.
Per tali imprese, inoltre, proprio in quanto appartenenti al settore commerciale, non sussiste l'obbligo dell'iscrizione all'albo provinciale delle imprese artigiane (altrimenti vi sarebbe l'obbligo di un doppio inquadramento anche ai fini previdenziali e contributivi). Va evidenziato che in base a tale norma l'attività commerciale di vendita di cosmetici può essere svolta contestualmente all'attività di estetista (nel rispetto delle condizioni ivi indicate) senza dover rispettare alcun criterio di prevalenza dell'una o dell'altra attività (attivo patrimoniale, volume dei ricavi o altro).
La nuova disposizione ha di fatto introdotto il principio di reciprocità, secondo il quale le stesse imprese che svolgono l'attività di estetista possono esercitare la propria attività in modo congiunto con un'altra attività commerciale, non solo del comparto della vendita di prodotti cosmetici, ma anche con riferimento ad altri comparti commerciali non espressamente individuati dalla norma. <?xml:namespace prefix = o />
Va dunque evidenziata positivamente l’introduzione di modalità maggiormente flessibili di svolgimento dell'attività di estetista congiuntamente ad altre attività di natura commerciale in modo da poter rispondere in modo più adeguato ed articolato alle richieste della clientela e, quindi, da posizionarsi in modo più efficace ed economicamente conveniente sul mercato.
Infatti, tale opzione rimuove ogni vincolo  rispetto alla vendita da parte dell’estetista di prodotti di varia natura, come prodotti di bellezza, di erboristeria, di abbigliamento o di bigiotteria, che possono accompagnarsi in modo coerente ai servizi di estetista con la semplice presentazione di una SCIA e senza dover rispettare criteri di prevalenza.
Particolare attenzione va prestata in caso di esercizio congiunto con attività commerciali soggette a requisiti personali e professionali specifici ed a vincoli di distribuzione e programmazione territoriale (es. farmacie). Infatti, anche se la nuova norma non prevede alcuna precisazione, si ritiene che laddove l'attività di estetista venga svolta in modo congiunto ad un'altra attività commerciale assoggettata a requisiti specifici di accesso, questi devono rimanere fermi (altrimenti si avrebbe un ingiustificato aggiramento delle norme di accesso e di esercizio di quelle attività e si verrebbe a creare una lesione della concorrenza).
Ovviamente, alla stessa stregua, qualora un'impresa di natura commerciale intenda svolgere la propria attività in modo congiunto con l'attività di estetista attraverso la presentazione della SCIA e senza criteri di prevalenza, l’attività di estetista deve essere svolta nel rispetto dei requisiti professionali e regolamentari vigenti.
E' opportuno sottolineare, infine che - anche se la norma prescinde dal criterio della prevalenza - ai fini del mantenimento della qualifica di impresa artigiana occorre rispettare il requisito della prevalenza del lavoro prestato dall'imprenditore artigiano rispetto al processo produttivo dell'impresa e che, quindi, l’attività di natura commerciale non prevalga rispetto a quella artigiana.
 

07/12/2012